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Ricerca di base, il ministero finanzia i progetti dell’Università di Udine

Un milione 600 mila euro a beneficio di 16 iniziative, di cui 6 coordinate, dell’ateneo friulano. Riguardano l’ingegneria, la chimica e i programmi strategici su post-genoma, neuroscienze e archeologia.
Nuovi finanziamenti dal ministero per la ricerca di eccellenza dell’Università di Udine. Sono 16 i progetti “Firb” (Fondo per gli investimenti della ricerca di base) dell’Università di Udine che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha cofinanziato con una somma pari a un milione 595 mila euro. Dei 16 progetti, sei sono coordinati da un docente dell’Ateneo friulano, mentre agli altri 10 l’università partecipa con una propria unità di ricerca. Istituito con la legge 388/2000, il Fondo Firb è nato con l’obiettivo di favorire l’accrescimento delle competenze scientifiche delle università italiane e potenziarne la capacità competitiva a livello internazionale. Si tratta di finanziamenti a sostegno di attività che mirano all’ampliamento delle conoscenze scientifiche e tecniche non connesse a specifici ed immediati obiettivi industriali o commerciali. Il Fondo si suddivide in due grandi sezioni: quella che finanzia i progetti autonomi e quella che comprende i progetti “negoziali”, cioè che aderiscono ad uno specifico programma strategico. I sei progetti coordinati. Dei 6 progetti coordinati dall’ateneo friulano, 3 sono autonomi e 3 sono negoziali. I primi riguardano tematiche legate all’ingegneria e alla chimica: “Analisi numerica e sperimentale della dispersione di particelle inerziali in strato limite su pareti ondulate” coordinato dal professor Alfredo Soldati, “Materiali con caratteristiche redox per l’attivazione ossidativa in condizioni anaerobiche di paraffine leggere” di Giuliano Dolcetti e “Design di nuovi agenti di contrasto per NMR di immagine. Ingegnerizzazione e valutazione termodinamica, cinetica e spettroscopica di nuovi complessi di Gd (III) epato-specifici” di Roberto Portanova. Sono tre anche progetti “negoziali”, coordinati da un professore dell’ateneo friulano, dei quali due da un docente della facoltà di Medicina e uno di Lettere. Per il programma strategico del post-genoma è stato finanziato il progetto “Misfolding di proteine e patologie umane: studio della conversione patologica di proteine globulari in aggregati fibrillari e sviluppo di farmaci che inibiscano i processi di misfolding e aggregazione” di Paolo Viglino, per la sezione delle neuroscienze il progetto “Modelli di studio delle funzioni corticali mediante tecniche di esplorazione funzionale cerebrale nell’uomo” di Carlo Adolfo Porro, mentre per il programma sull’eredità e le prospettive nelle scienze umane il progetto “Storia, arte e letteratura come strumento di dialogo fra le culture mediterranee, mitteleuropee ed atlantiche” di Frederick Mario Fales. Gli altri 10 progetti. Ai sei progetti coordinati, se ne aggiungono altri 10 (8 autonomi e 2 negoziali) a cui l’ateneo friulano partecipa con proprie unità di ricerca. I progetti autonomi sono: “Miscelazione di fluidi incomprimibili: aspetti fondamentali, modellazione della turbolenza, metodologie sperimentali computazionali ed analitiche applicate a reattori agitati a geometria semplificata” di Alfredo Soldati, “Metodi e modelli numerici di dispositivi fotonici per reti ad alta capacità” di Michele Midrio, “Ruolo delle comunità straniere nello sviluppo urbano di Livorno nel periodo granducale” di Donata Battilotti, “Evoluzione delle forme di mercato e delle modalità di regolazione dei servizi locali di pubblica utilità in Europa” di Antonio Massarutto, “Neoangiogenesi e ripopolamento cellulare del miocardio ischemico: allestimento di modelli sperimentali e protocolli terapeutici” di Maurizio Marchini, “Le iscrizioni reali assire XIX-VII sec. a.C.” di Frederick Mario Fales, “Trapianto ematopoietico allegenico: induzione di tolleranza alloentigene – specifica e trasferimento dell’immunocompetenza contro patogeni e leucemia” di Daniela Damiani e “Profili di espressione dei geni p53-relati p73 and p63 in cellule normali e neo-plastiche: identificazione di nuovi bersagli terapeutici attraverso la caratterizzazione di interazioni proteina-proteina e modificazioni post-traduzionali” di Claudio Brancolini.Infine, i due progetti negoziali a cui l’ateneo udinese partecipa appartengono a programmi strategici su nanotecnologie, microtecnologie e sviluppo integrato dei materiali (“Sistemi miniaturizzati per l’elettronica e la fotonica - affidabilità di ossidi sottili e strati dielettrici innovativi per dispositivi elettronici CMOS Nanometrici (inferiori a 65 nm)” di Luca Selmi della facoltà di Ingegneria) e su post-genoma (“Identificazione e analisi dell’espressione dei geni del suino per lo studio e il miglioramento della produzione e della qualità della carne” di Bruno Stefanon della facoltà di Veterinaria).